Pianificare una campagna sui social network non è cosa semplice – ma nemmeno impossibile, a dire il vero. Bisogna essere innanzitutto molto precisi ed oculati, evitare di sprecare risorse o di comunicare con un gruppo di persone (gli utenti sono sempre persone, ricordiamolo) che non è interessato a ciò che diciamo o che comunque con noi non vuole interagire.
Prima della fase operativa – qualunque essa sia – è necessario quindi individuare quali sono i social network su cui intervenire, ossia delimitare il proprio campo d’azione. In questo importantissimo compito ci viene incontro una tabella (a doppia entrata) veramente utile e molto semplice da leggere, in cui troviamo elencate tutte le principali piattaforme presenti online (nelle colonne) e le loro caratteristiche salienti (nelle righe).
Usando questo schema – realizzato dall’agenzia inglese 306i – sarà semplice quindi individuare quanti sono gli utenti potenzialmente raggiungibili su un determinato social network, qual è il tipo di utenti più comune nella community, come viene usata ciascuna piattaforma (sia dal brand, che dall’utente), che contenuto è possibile pubblicare e quale potrebbe funzionare meglio, se è possibile realizzare una campagna pubblicitaria, ecc.

Social Media Platform Cheat Sheet

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Inutile girarci intorno: le strategie di online marketing possono essere molto diverse tra loro, ma tutte hanno bisogno di essere preparate e strutturate in maniera simile per funzionare. Al fine di non cadere in facili cialtronate o di farsi trovare impreparati è opportuno che chiunque voglia iniziare ad affacciarsi sul web si muova seguendo 8 imprescindibili step. Ve li elenco brevemente.

Internet  Marketing
1. Identificare gli obiettivi del business. Cosa volete raggiungere attraverso la vostra campagna? Qual è lo scopo ultimo della vostra intenzione di approcciare il web? Stabilitelo con chiarezza prima di iniziare tutto.
2. Definire le metriche. Come misurare il risultato della vostra strategia? Scegliete gli indicatori chiave (KPI) che possono darvi – numericamente, ma non solo – idea del ritorno del vostro investimento, non solo economico, e che possono indicare se c’è stata efficacia nelle vostre azioni.
3. Identificare il target. A chi vi riferite? Perché proprio quelli e non altri? Scegliete il tipo (o i tipi) di persone a cui volete parlare. Identificatelo con precisione. A volte parlare a tutti significa parlare a nessuno. Prediligete insiemi non eccessivamente ampii: i più piccoli sono anche quelli definiti meglio e a cui quindi è più semplice rivolgersi.
4. Fate una ricerca sui vostri competitor. Come si sono comportate le altre aziende del vostro settore in passato? Cosa stanno facendo in questi ultimi mesi? Facendo un’analisi di questo tipo, potrete prendere ispirazione da quanto di buono è stato fatto e fare di meglio, ignorando ed evitando allo stesso tempo i comportamenti negativi o che sembrano non aver portato vantaggi. I professionisti del settore lo chiamano “Benchmark”.
5. Scegliere i canali e approntare la tattica. Non tutti i social network vanno bene per qualsiasi strategia: è più indicato riflettere su quali sono le piattaforme migliori su cui investire tempo e denaro. Non sempre, ad esempio, le piazze più popolose sono quelle che danno risultati migliori. A volte è il caso di riferirsi solo ad una o più nicchie di pubblico. Inoltre ricordate che non esistono solo i social network, anche se in questo momento sono molto popolari, dunque non dimenticate di pianificare le azioni da intraprendere sul sito ufficiale e sul blog e decidete anche se è il caso di intervenire nei forum, se creare una o più app e se ricorrere al tradizionale DEM (Direct Email Marketing).
6. Creare una strategia fatta di contenuti. “Content is the king”. Fidatevi. Senza contenuti, nessuna strategia ha senso. Quello che diciamo è sempre più importante di come lo diciamo. La forma può anche avere la sua importanza, ma fino a un certo punto. Decidete subito i temi da affrontare e gli oggetti multimediali (testi, foto, video) da pubblicare. Poi stabilite in linea di massima quando pubblicarli. Insomma preparate un vero e proprio piano editoriale.
7. Stabilite un bugdet e allocate le risorse. Quanti soldi volete investire in questa impresa? Siate precisi il più possibile e ripartire il totale in base ai canali che avete scelto e alle risorse (umane e non) di cui disponete.
8. Assegnate i ruoli. Decidete chi deve occuparsi di cosa. Se è vero che la flessibilità è sempre necessaria, cioè tutti possono rendersi utili e dare una mano, se e quando serve, è anche vero che distribuire i compiti a priori con precisione permette di organizzare il lavoro senza fare confusione, responsabilizzando allo stesso tempo gli addetti.

Ciò fatto, le cose non diventeranno più semplici – ogni campagna di online marketing presenta un certo fattore di complicazione – ma almeno si avrà ben chiaro cosa c’è da fare, come lo si deve fare e chi lo deve fare. Un’operazione strutturata avrà di certo una migliore riuscita di un’intervento fatto a caso, per tentativi, così come viene.


Non importa che tipo di brand voi siate, ormai è chiaro a tutti che su Internet bisogna esserci. Siete un’azienda, un’associazione, una onlus, una linea di prodotti, una band, un progetto di qualsiasi tipo, un artista, un professionista, una personalità, un evento, un gruppo con un interesse in comune? Non fa differenza: Internet è il posto che fa per voi. A dire il vero questo è il posto che fa per tutti.
Ma chi vi dice che l’importante è esserci, non importa come, vi sta di certo prendendo in giro. Il “Come” è fondamentale. La solita frase fatta “Non importa come, basta che se ne parli” è troppo semplicistica. Forse è stata valida molti anni fa, ma ora certamente non lo è più. Non nei tempi che viviamo.
Esistono diversi modi di stare in Rete, ma tutti sono ascrivibili – in un modo o nell’altro – in una di queste tre macro-categorie: Paid Media, Earned Media e Owned Media.

Paid Media Earned Media Owned Media

Paid Media: tutta la visibilità che potete comprare con i vostri soldi (messi a budget). Quest’area comprende ovviamente la pubblicità (in tutte le forme in cui può esprimersi online) ma anche quelle forme ibride e non proprio trasparentissime che nell’editoria tradizionale vengono chiamate “pubbli-redazionali”. Se pagate perché qualcuno parli di voi o vi citi in qualche modo, beh il risultato che avrete è un “paid”.

Earned Media: tutto ciò che riuscite a guadagnare in Rete sotto forma di visibilità, senza però dare nulla in cambio (non solo denaro, ma anche premi, gadget, altra visibilità, favori di qualsiasi tipo) può essere considerato “earned”. Se qualcuno fa una recensione spontanea del vostro prodotto, allora vuol dire che siete presente su di un media “earned”. Se qualcuno retwitta un vostro tweet, se prendete dei like su Facebook o una stelletta “favourite” su Twitter, allora vale lo stesso principio, così come se una testata online fa un servizio che cita il vostro brand, se un sito vi intervista, se qualcuno realizza un video per prendervi in giro o crea una GIF animata per canzonarvi, e così via. Le “recommendations” e gli “endorsement” spontanei ricadono tutti in quest’area.

Owned Media: i contenuti che vi appartegono, di cui siede editori (sia nel senso italiano del termine, che in quello anglosassone). Le informazioni sul vostro sito ufficiale sono “owned”, così come i post del vostro blog, le vostre recensioni, i vostri tweet, i vostri status update su Facebook e su qualsiasi altro social network. E questo non vale solo per i testi, ma anche per i foto e i video, ovviamente.

Ogni strategia di marketing digitale è diversa, ma ciascuna altro non è che una mescola dei varii elementi presenti in queste tre grandi aree. Qual è la migliore? Difficile dirlo. Indubbiamente bisogna saper mescolare paid con owned e earned, senza sbilanciarsi troppo sull’uno o sull’altro tipo di media.

Nota: l’immagine del Digital Marketing Trifecta che vedete qui sopra è tratta dal sito di Titan-Seo.