Supponiamo che abbiate un blog aziendale e che vogliate pubblicare i post di questo blog anche sui vostri canali “social”. Bene. Lo fate già? Benissimo! Ma quante volte ri-postate lo stesso contenuto? Che lasso di tempo conviene far intercorrere tra una pubblicazione e l’altra?
Diciamo subito che non c’è una regola fissa. Ogni blog ha le sue specificità, ogni settore ha contenuti validi – che funzionano meglio – e contenuti meno interessanti – che funzionano peggio. Per capire bene cosa postare più volte e quando postarlo è il caso di fare più tentativi, o meglio testare i contenuti, ripubblicandoli con frequenza differente. Solo dopo un attento studio di questa che potremmo chiamare “Strategia della ripubblicazione” si può arrivare ad individuare il comportamento migliore da avere nei confronti dei contenuti da riproporre alla nostra audience attraverso le piattaforme social.
Ciò detto, risulta comunque interessante vedere i risultati di altri test simili. Garrett Moon sul blog di KISSMetrics ha pubblicato i risultati di una sua piccola ricerca sulla riproposizione dei contenuti di un blog. Nell’immagine qui sotto potete vedere una tabella a doppia entrata che riporta il numero di click che il post preso in esame ha ottenuto in base alla piattaforma su cui è stato postato per ciascuna volta in cui è stato postato.

Social sharing double traffic

Ok. Dunque ripostare un contenuto più volte paga (anche se il numero di click che raccimola la prima pubblicazione è superiore a quello delle seguenti riproposizioni). Ma quante volte ripostare e su quale social network nello specifico? Quest’altra immagine prodotta da Moon ci dà un’idea di quanto può essere efficace e della possibile frequenza di ripubblicazione.

Social Sharing Schedule

Ribadiamo: queste cifre e questi atteggiamenti non sono validi per tutti i blog e per tutti i tipi di post, però sono comunque indicativi di come si comportano le varie piattaforme dal punto di vista dell’interazione sui contenuti riproposti e del traffico.

Per approfondire l’argomento potete leggere questo post (in inglese) di Simply Measured.


Il contributo musicale di oggi è di Federico Biuso, il nostro LB/PR Specialist.

Oggi sto così (ragazzi, la musica è questione di mood, mica c’è una playlist fissa… a proposito, conoscete stereomood? se non lo conoscete conoscetelo. E Jango? idem with potatoes, provateli e non ne potrete più fare a meno):

WHAT

– Love at first sting (Scorpions) – Tutto l’album – da energia, lo trovo perfetto quando eseguo compiti più meccanici, tipo verifica posizionamenti key

– Enya (qualsiasi pezzo) per concentrarmi quando devo scrivere pezzi ex novo

– Robbie Robertson & the red road Ensemble (tutto) e musica “onirica” in generale (si, mettiamoci anche Pink Floyd The Wall (tutto)), quando affino article marketing e comunicati

– White Boots (Vaughan brothers) – quando pubblico… da la carica e il ritmo giusti!

– Overture 1812 (Tchaikovsky) – alla fine della giornata si va con i cannoni (oh, in senso musicale ovviamente!)… che ancora di tempo ce n’è prima di arrivare a casa!

WHERE

Computer e smartphone

HOW

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Quanto tenete ai vostri utenti? Se avete messo in piedi un sistema per rispondere alle richieste di aiuto che vi arrivano dalla vostra clientela attraverso i Social Network, sapete benissimo quanto non sia semplice misurare l’efficacia dei vostri sforzi. Pare che un utente che riceva una risposta positiva attraverso i social media sia 3 volte più propenso a parlare bene del brand – in giro per il web – di quanto non lo sia invece un utente che riceve una risposta negativa o che comunque non è soddisfatto di come è stato trattato dal Customer Service. (Fonte: ricerca Hootsuite) Ma come facciamo a capire se i nostri sforzi stanno andando nella giusta direzione? Ecco qui una lista di 14 metriche da tener presente nella valutazione del lavoro di Social Customer Care.

metriche - metro

1. Volume Inbound (il numero totale delle richieste che arrivano);
2. Volume delle risposte (il numero totale delle risposte date alle domande o alle richieste di assistenza/informazioni);
3. Volume delle citazioni (il numero delle volte che viene citato il brand all’interno delle conversazioni);
4. Natura delle richieste e delle citazioni (il tema del messaggio che contiene la richiesta o la citazione);
5. Percentuale delle risposte (il numero delle risposte che si è riusciti a dare, fatto 100 il totale delle richieste arrivate);
6. Tempo di prima risposta (il numero dei minuti che serve per dare una prima risposta all’utente);
7. Tempo medio di risposta (il numero dei minuti che passano, in media, dalla ricezione della domanda alla pubblicazione della risposta);
8. Tempo medio di gestione (il numero dei minuti necessari a recuperare tutte le informazioni necessarie per fornire una risposta);
9. Tasso di abbandono (il numero di domande a cui non si è voluto o non si è riusciti a dare una risposta, fatto 100 il totale);
10. Tasso di deviazione (la percentuale di domande per cui è stato necessario rimandare l’utente ad un altro canale di assistenza);
11. Sentiment (il numero degli interventi o citazioni con umore positivo, negativo o neutro);
12. Sentiment degli influencer (l’umore degli utenti che hanno maggior peso nella community);
13. Sentiment dei competitor (l’umore degli utenti nei confronti delle aziende o dei brand concorrenti);
14. Customer Satisfaction Index (misurazione dell’opinione degli utenti sul brand quando gli viene posta la domanda).

Per approfondire l’argomento potete consultare questo post di TheNextWeb.com.