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Non importa che tipo di brand voi siate, ormai è chiaro a tutti che su Internet bisogna esserci. Siete un’azienda, un’associazione, una onlus, una linea di prodotti, una band, un progetto di qualsiasi tipo, un artista, un professionista, una personalità, un evento, un gruppo con un interesse in comune? Non fa differenza: Internet è il posto che fa per voi. A dire il vero questo è il posto che fa per tutti.
Ma chi vi dice che l’importante è esserci, non importa come, vi sta di certo prendendo in giro. Il “Come” è fondamentale. La solita frase fatta “Non importa come, basta che se ne parli” è troppo semplicistica. Forse è stata valida molti anni fa, ma ora certamente non lo è più. Non nei tempi che viviamo.
Esistono diversi modi di stare in Rete, ma tutti sono ascrivibili – in un modo o nell’altro – in una di queste tre macro-categorie: Paid Media, Earned Media e Owned Media.

Paid Media Earned Media Owned Media

Paid Media: tutta la visibilità che potete comprare con i vostri soldi (messi a budget). Quest’area comprende ovviamente la pubblicità (in tutte le forme in cui può esprimersi online) ma anche quelle forme ibride e non proprio trasparentissime che nell’editoria tradizionale vengono chiamate “pubbli-redazionali”. Se pagate perché qualcuno parli di voi o vi citi in qualche modo, beh il risultato che avrete è un “paid”.

Earned Media: tutto ciò che riuscite a guadagnare in Rete sotto forma di visibilità, senza però dare nulla in cambio (non solo denaro, ma anche premi, gadget, altra visibilità, favori di qualsiasi tipo) può essere considerato “earned”. Se qualcuno fa una recensione spontanea del vostro prodotto, allora vuol dire che siete presente su di un media “earned”. Se qualcuno retwitta un vostro tweet, se prendete dei like su Facebook o una stelletta “favourite” su Twitter, allora vale lo stesso principio, così come se una testata online fa un servizio che cita il vostro brand, se un sito vi intervista, se qualcuno realizza un video per prendervi in giro o crea una GIF animata per canzonarvi, e così via. Le “recommendations” e gli “endorsement” spontanei ricadono tutti in quest’area.

Owned Media: i contenuti che vi appartegono, di cui siede editori (sia nel senso italiano del termine, che in quello anglosassone). Le informazioni sul vostro sito ufficiale sono “owned”, così come i post del vostro blog, le vostre recensioni, i vostri tweet, i vostri status update su Facebook e su qualsiasi altro social network. E questo non vale solo per i testi, ma anche per i foto e i video, ovviamente.

Ogni strategia di marketing digitale è diversa, ma ciascuna altro non è che una mescola dei varii elementi presenti in queste tre grandi aree. Qual è la migliore? Difficile dirlo. Indubbiamente bisogna saper mescolare paid con owned e earned, senza sbilanciarsi troppo sull’uno o sull’altro tipo di media.

Nota: l’immagine del Digital Marketing Trifecta che vedete qui sopra è tratta dal sito di Titan-Seo.