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Il Google Trend è una web facility proposta da Google, basata sul database di ricerche del motore Google, e che mostra il trend di ricerche effettuate dagli utenti, in un intervallo temporale, nelle diverse regioni del mondo e per diverse lingue. Partendo dal presupposto implicito che il fare una ricerca in rete vuol dire “essere interessato a”, possiamo capire che valenza va ad assumere per alcuni settori merceologici il poter prevedere, grazie alle stime di ricerca offerte, gli argomenti che in quel momento interessano maggiormente il popolo della rete.

Mettiamo da parte i benefici SEO, ma soprattutto di campagna ADV, che sono legati all’efficacia del tool Google Trend, e basti pensare, ad esempio, alla possibilità offerte di individuare le combinazioni più proficue di keyword, così come alle opportunità di geolocalizzazione, così come, ancora, ai vantaggi di strategia di content marketing o di content creation offerti, quando possiamo conoscere in tempo reale gli hot trends, ovvero gli argomenti più caldi di cui trattare e dai quali trarre un beneficio di condivisione.

Pensiamo ad un mercato, come il nostro, che diventa sempre più dinamico, dove non è impossibile modificare l’offerta di prodotto in tempo reale per rispondere al meglio ai bisogni e alle richieste espresse dal consumatore. E ne sono esempi le numerose commercializzazioni di prodotto che hanno un’ascesa temporale, perché appunto episodica, che poi ricadono nell’oblio e nel dimenticatoio (viene da pensare qui agli effettivi ritorni ottenuti nel lasso di tempo interessato e da che parte poi penda la bilancia costi-benefici). L’ultima campagna di marketing virale studiata a tavolino e che ha interessato anche il mondo del pallone ne è, forse, un esempio lampante: alla base di tutto un argomento “sensibile” come quello del razzismo all’interno di un legame sempre più forte con il mondo del calcio. Un semplice gesto: mangiare una banana, poi è subito Football against racism, e vai con il #weareallmonkeys. Tutti hanno gridato il proprio sostegno a Neymar, Dani Alves e compagni, così come anche l’agenzia di advertising che ha “prodotto” l’evento virale. E così pochi giorni dopo spuntano le prime t-shirt ed i primi gadget in rete (direttamente o indirettamente coinvolti) che inneggiano alla campagna ed al simbolo della disputa, la banana, e al di là dei buoni propositi e delle giuste intenzioni da cui parte il tutto, ecco che si ricade nel desiderio primo del fare soldi e soprattutto del poter cavalcare l’onda.

Google Trend rappresenta questo: un opportunità di guadagno cavalcando l’onda degli interessi della rete. Ma ci preme sottolineare che Google Trend, oggi, non è solo questo! E’ di pochi giorni fa la notizia di un utilizzo meno “redditizio” (almeno per il momento) ma molto più coscienzioso dei dati offerti dalle query realizzate dagli utenti nella rete: una recente ricerca scientifica condotta dai ricercatori dell’Harvard Medical School di Boston ha verificato come contando il numero di volte che gli utenti vanno a consultare degli articoli a tema salute su Wikipedia il dato offerto risulta utile per prevedere dove e quando può esserci un picco dell’influenza negli Stati Uniti. La conferma dei dati analizzati ha poi effettivamente validato i dati aggregati con quelli ufficiali rilasciati del Centers for Disease Control, il Centro per la prevenzione delle malattie americano, evidenziando un picco d’influenza, poi effettivamente verificatosi, con circa due settimane di anticipo.

Ed ecco come cambia l’immagine dei Google Trends, ecco gli aspetti (positivi) inattesi di studiare le ricerche e le opportunità che si possono celare dietro un tool gratuito. L’enciclopedia online di Wikipedia è parte dei dati offerti dal Google Trend ed è per questo che lo stesso Google, volenteroso nel cercare di dare una maggiore enfasi e profondità alle analisi svolte, ha deciso di rendere pubblico il trend delle ricerche degli utenti sulla salute realizzando, in una sezione ad hoc, il monitoraggio dell’attività influenzale nel mondo. Oggi tutti, associazioni, organizzazioni, centri medici e non, dottori, infermieri, malati o semplici curiosi, hanno con il Google Trend influenzali la possibilità di verificare l’andamento dell’influenza e delle malattie stagionali nel proprio Paese e, se possibile, di prendere dei provvedimenti per tempo.