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The freshest backlinks, for free, che poi in italiano dovrebbe diventare un modo più “fresco, nuovo, differente” per guadagnare (ed analizzare) i tuoi backlink e gratuitamente.

E’ OpenLinkProfiler, un nuovo tool , ripetiamo, completamente gratuito, arrivato sulla scena SEO in un momento in cui quello che sembra più preoccupare webmaster, tecnici e link builder è la qualità dei link che ogni sito riceve, oggi più che mai. La corsa all’analisi del profilo link è diventata il must del momento e OpenLinkProfiler sembra cascare a pennello in un momento particolare in cui avere più riferimenti e permettersi una comparazione tra più tool può essere decisivo.

E’ lo stesso team di SEOProfiler a preoccuparsi di ricordare all’utente che il giovane OpenLinkProfiler è in versione beta e che l’analisi dei backlink del sito che abbiamo inserito può essere parziale ed interessare solo una parte di un processo molto più lungo di quello che ci viene restituito dal report.

All’inserimento del dominio da analizzare il tool ci informa subito sul:

  • Totale di backlink che il nostro sito ha attualmente (rilevati negli ultimi 90 giorni e in un numero massimo di 200,000)
  • Totale di domini differenti che linkano al nostro sito
  • Totale di link che puntano alla home page del nostro sito
  • La percentuale di link nofollow
  • La data dell’ultimo check effettuato dal passaggio del crawler sul sito

Alcuni dati interessanti che saltano all’occhio sono il campo “industry” e il campo “LIS”. Il primo indica il settore industriale per il quale il nostro sito riceve il maggior numero di back link (es. food, health, education..) analizzando l’effettiva coerenza tematica-link e il secondo il campo LIS indica l’effettivo punteggio di qualità dei link ricevuti.

 

La metrica LIS o (Link Influence Score) è un valore che mostra l’influenza del singolo link per il ranking del sito in serp su una base 0-100 dove 0 è una bassa influenza e 100 è una più alta influenza di link. E’ così che il report dei backlink analizzati riporta oltre l’url singola del link, l’anchor text e la pagina di destinazione, il settore di riferimento, la data di inserimento o di aggiunta e il valore LIS di ciascun link. Tutti i link con una valore al di sotto della soglia di 20 sono link rossi, o link a rischio, anche se lo staff provvede subito a precisare che rosso non vuol dire necessariamente link malevole, ma di sicuro link di bassa influenza per il ranking.

Tralasciamo l’analisi delle ulteriori sezioni del tool estremamente funzionali e comunque intuibili (lista degli anchor, dei Paesi da cui provengono i link o della tipologia di link presente), per prendere in considerazione l’area che maggiormente ci può interessare, ovvero la sezione Link Disinfection, una sorta di area Detox già vista in altri tool Seo. La precisazione qui è doverosa:  “Google penalizes websites that have many unnatural links”. OpenLinkProfiler ci indica immediatamente la percentuale totale dei link sospetti indicando nel report quelli con una percentuale più alta di rischio. In questo caso i valori sono invertiti e maggiore è il valore, maggiore la probabilità di un link problematico al sito. Il comando più interessante riguarda qui la possibilità di creare un file per il disavow dei link indicando la percentuale di link che si vuole eliminare sulla base del rischio evidenziato (es. rischio di almeno il 90%, 95%, 100%)