Grazie all’introduzione e alla diffusione di massa delle macchine fotografiche digitali, senza alcun ombra di dubbio, nel primo decennio del nuovo secolo (e millennio) la fotografia è cambiata sostanzialmente. In questo secondo decennio la fotografia digitale sta mutando ancora, forse in maniera meno significativa – il passaggio non ha la stessa portata epocale – ma comunque altrettanto interessante. Gran parte delle foto che vengono scattate finiscono in pochi istanti sul web. Dalla macchina fotografica digitale “stand alone” si è passati allo scatto effettuato usando la fotocamera dello smartphone – almeno se ci atteniamo alla fotografia di massa, e quindi non professionale. Ciò che immortaliamo con il nostro cellulare lo spediamo direttamente online, se non sempre sempre, almeno il più delle volte. Non si tratta di una semplice impressione, di un’abitudine percepita come diffusa, ora ne abbiamo le prove. Basta guardare il grafico qui sotto.

Daily number of photos uploaded and shared on selected platforms (by KPCB)

I dati raccolti da KPCB* indicano – su base annuale – quante foto sono caricate ogni giorno online. Stiamo parlando di cifre davvero spaventose: nel 2014 sono state scattate e caricate ben oltre 1,8 miliardi di foto. E l’anno non è ancora finito! Il valore indicato per il 2014 si riferisce infatti al periodo che va dal primo gennaio a qualche settimana fa (maggio). La cifra dunque potrebbe anche crescere – e quasi certamente lo farà.
Per dire: fino al 2011 le foto caricate online non superavano i 300 milioni (e sì che le fotocamere digitali erano già diffuse in massa) adesso invece la cifra è praticamente sestuplicata.
I fattori che possono aver portato a questa repentina impennata (+ 500% in meno di 3 anni) sono diversi: l’aumento del numero di smartphone in circolazione, la migliore qualità di foto che si possono scattare con gli apparecchi più recenti e senza dubbio la diffusione capillare del piano dati sui cellulari – anche a causa dell’abbassamento dei costi di connessione a monte e a valle (sia per il provider, che per l’utente).
Altro fattore importante, da tenere ben presente, è l’accesso in massa ai social network. Nel marzo 2006, ad esempio, gli utenti iscritti a Flickr – una delle prime piattaforme esclusivamente dedicate alla condivisione di foto – erano poco più di 2 milioni**. Adesso (luglio 2014) i soli utenti di Facebook superano quota 1,3 miliardi***; il che significa che circa un quinto dell’intera popolazione mondiale ha almeno un canale di accesso online su cui riversare le proprie foto.
Comunque sia, Facebook non è il social network su cui sono caricate più foto ogni giorno. Vi stupirà, forse, ma non lo è nemmeno Instagram. Le due piattaforme su cui vengono effettuati più upload di immagini appena scattate sono Snapchat e WhatsApp. Tra l’altro non dovremmo nemmeno considerarli social network in senso stretto, dal momento che si tratta di due app per l’instant messagging su piattaforme mobili, ma tant’é.

* I numeri indicati in questo grafico non sono delle stime vaghe, ma fanno diretto riferimento ai dati rilasciati pubblicamente dalle aziende prese in esame.
** Fonte UsaToday.com.
*** Fonte: TheVerge.com.


Riprendiamo l’interessante analisi condotta da Blogmeter, società fondata nel 2007 e specializzata in soluzioni personalizzate di social media monitoring, analisi delle conversazioni ed interazioni in rete per aziende e brand, e rimbalzata sul blog di tecnologie, social media marketing e PR di Vincenzo Cosenza, social media strategist della società fondata dai founders Sacha Monotti Graziadei e Vittorio Di Tomaso.

Obiettivo del monitoraggio è quello di osservare, sotto un profilo strettamente sociale, la capacità di engagement dei brand bancari e le indicazioni di valore che possono provenire dell’analisi di sentiment delle conversazioni spontanee, delle recensioni e dei pareri diffusi dagli utenti della rete.

Per chi volesse ampliare le considerazioni della ricerca segnaliamo qui il link dove poter scaricare gratuitamente il report di social listening per il settore bancario.

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